martedì 1 gennaio 2008

Inceneritori o Dissociatori? A noi trovare le vere risposte

FONTE: Arch.in.geo

Comunicato stampa


Dalle notizie di cronaca recente relativa alla questione "Smaltimento Rifiuti", si comincia a sentir parlare con sempre maggiore insistenza di Dissociatori molecolari, meglio conosciuti come Gassificatori. Infatti, sembra che adesso proprio questi rappresentino la manna caduta dal cierlo (o dal nord Europa) a discapito degli inceneritori che fino a ieri venivano indicati come l'unico rimedio possibile.


Come Campani, ma soprattutto come Casertani (Provincia che raccoglie il 50% delle ecoballe prodotte in tutta la regione), non possiamo non sentire crescere i dubbi e le perplessità nei confronti di nuove sperimentazioni che ci vedono sempre più protagonisti come vere e proprie "CAVIE UMANE" sulle quali il mondo intero può portare avanti studi e ricerche su "come evitare la morte per cause naturali", o meglio ancora "come convincere la gente a pagare a caro prezzo (TARSU) le cause principali della propria morte". Nel paese in cui viviamo, non esiste una famiglia, per quanto piccola, che non abbia un familiare morto o malato di una qualsiasi forma di cancro. E chi è stato fortunato ha evitato la sofferenza morendo d'infarto.


Per queste ragioni, non possiamo permettere a chi, con il pretesto dell'emergenza, non ha badato ad altro che agli affari, barattando non più la nostra libertà, la nostra voglia di giustizia o di semplice normalità come accadeva in passato, ma la nostra stessa vita, a continuare a sperimantare sulle nostre teste metodi "innovativi" o "tecnologicamente avanzati" senza averci prima convinto fino in fondo della loro efficacia.


Le nostre conoscenze in ambito chimico-tecnologico, non ci consentono (al momento) di capire dove siano le vere innovazioni, per questo chiediamo a quanti seguono queste pagine ed hanno una sensibilità nei confronti di questi temi, di fornirci (con commenti, link, e-mail, in qualsiasi modo) informazioni il più dettagliate possibile. Piochè è ben risaputo che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, non ci interessa tanto soffermarci sul processo di trasformazione, a noi interessa semplicemente capire in cosa si trasformano i rifiuti che vengono trattati.


In fine, oltre alle normali perplessità legate a tali trasformazioni, ciò che maggiormente ci preoccupa è la gestione di questi processi che qui da noi hanno un impatto di gran lunga più devastante di qualsiasi altra città del nord. Per cui al di fuori del normale funzionamento in piena efficienza, vorremmo capire cosa accade se:




  1. ci si dimentica di attivare o cambiare dei semplici filtri;

  2. non vengono impostate le giuste temperature;

  3. vengono tralasciati alcuni aspetti relativi alla sicurezza;

  4. vengono inseriti, per sbaglio, dei rifiuti tossici destinati ad altri processi.


Vorremmo solo ricordare, a tal proposito, che ad Orta di Atella (CE) non è bastata una vera e propria rivolta popolare per convincere qualcuno ad attivare le basilari norme in materia sanitaria presso un opificio locale, ma è stato necessario l'intervenmto dei paesi limitrofi a far attivare i campanelli d'allarme su un problema avvertito da tutti (politici compresi).


Convinceteci. Dateci risposte esaustive. Ormai la scienza ufficiale si limita sempre più a fare da spalla agli affaristi trovando in un semplice punto interrogativo (?) la scappatoia per scrollarsi di dosso responsabilità che su nessun altro possono ricadere. Quindi sta a noi trovare delle "risposte fai da te", scambiandoci conoscenze ed informazioni il più possibile chiare e dettagliate, dalle più elementari alle più estruse senza nulla scartare.


Scriveteci.

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